ipogeo di via livenza

ipogeo di via livenza, Rome: Address, Phone Number, ipogeo di via livenza Reviews: 4.5/5

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ipogeo di via livenza

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4.5
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roberto4u68
Rome, Italy7,747 contributions
Jan 2022 • Solo
La storia la trovate scopiazzata in ogni dove. Vi racconto l'esperienza. Un anonimo viale di un garage a venti metri da via Po, una porticina di fianco, una ripida e buia scaletta e vi ritroverete in un unico ambiente unico. No, non è un errore....unico perché si tratta di un solo vano ma di una bellezza rara. Alcuni reperti appesi al muro anticipano lo splendore di quella nicchia decorata con splendidi affreschi ancora nitidi, preceduti da quel che resta di una parete a mosaico di una vivacità che mette quasi soggezione. Ma vedete quasi tutto a distanza, separati da una balaustra in plexiglass che riproduce gli stessi decori dei reperti appesi. Non si ha certezza di cosa fosse questo ambiente ma il risultato è eccezionale. Peccato sia aperto molto raramente e su prenotazione. Guardate le foto e le altre recensioni su Roma e le sue meraviglie che ho fatto.
Written 27 January 2022
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FatAl84
Guidonia Montecelio, Italy9,875 contributions
Jan 2022
L'edificio è venuto alla luce nel 1923 come parte del Sepolcreto Salario, sotto un condominio, a una profondità di 9 metri sotto il livello della strada. L'ipogeo, di cui solo una minima parte è conservata, era originariamente a pianta basilicale absidata.
La visita richiede pochi minuti e la potrete fare previa prenotazione. Io ho contattato il numero 060608 della sovrintendenza e ho visitato nei mercoledì dedicati ai possessori di MIC card.
Una volta scesi (impossibile per chi è in sedia a rotelle: non c'è un ascensore), vi troverete davanti un affresco ben conservato, del IV secolo dopo Cristo, rappresentante la dea della caccia Diana attorno alla quale i cervi scappano. L'affresco era contornato da un mosaico di pasta vitrea (oggi solo in parte visibile) e da un ulteriore affresco, molto rovinato, ma che lascia intuire una scena interpretabile come il Miracolo della Fonte.

La funzione dell'edificio è ad oggi ancora incerta: luogo di culto della setta mir
sterica dei Baptai, antico battistero paleocristiano, tempio per il culto delle acque o banalmente una fontana monumentale.

In ogni caso, il consiglio è di visitarla. Ripeto: richiede poco tempo e ne vale la pena.
Written 27 January 2022
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pierreboy
Milan, Italy4,114 contributions
Nov 2017 • Friends
Durante la costruzione di un caseggiato, negli anni '20, venne scoperto accidentalmente questo locale, finemente affrescato e risalente al IV secolo. Parzialmente distrutto, è oggi visitabile tramite associazioni culturali.
Written 29 November 2017
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domenico342
Rome, Italy939 contributions
May 2017 • Friends
peccato che sia legata anche ad un danneggiamento molto grave causato all’ipogeo, in quanto i lavori di scavo per la costruzione di una palazzina sovrastante che portarono al suo rinvenimento, hanno distrutto una buona parte dell’edificio: merita più che mai una visita, però. Le funzioni cui era destinato l’ambiente sono ancora sotto discussione. Le ipotesi sono diverse: santuario della setta misteriosa di origine tracica dei Baptai, ninfeo, luogo di riunione per una setta sincretistica, per la contemporanea presenza di elementi cristiani e pagani, tempio per il culto delle acque, antico battistero (quello fedele allo schema ad Nymphas Beati Petri cioè di San Pietro che come Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia per battezzare il centurione convertito), area nascosta da utilizzare per pratiche magiche. Per quanto detto all’inizio, ne è sopravvissuta una piccola porzione; comunque la pianta originale (ricostruita) era di 21x7 metri, di forma basilicale ed orientata nord-sud. Fortunatamente si è salvata la parte più importante con data di costruzione accertata alla seconda metà del IV secolo d.C. Per accedere all’ipogeo ci si serviva di una scala i cui trenta scalini sono in buona parte ancora presenti. Il lato settentrionale è diviso in tre archi adiacenti, dei quali quello centrale è il più ampio e quello occidentale è occupato dalla scala di accesso, mentre quello orientale, sepolto nelle fondamenta del palazzo soprastante, portava ad un secondo vano andato distrutto. Sotto l’arco centrale è presente una vasca rettangolare profonda ben 2,50 metri con pareti in cocciopesto e pavimentata in bipedali. Via di accesso a questa piscina solo quattro gradini molto alti ed irregolari; questa vasca era ovviamente provvista di un sistema di adduzione e deduzione dell’acqua. La parte più spettacolare è però rappresentata dalla decorazione ad affresco ed a mosaico nella parte superiore. Sorvolando sullo zoccolo e la nicchia della parete di fondo (cioè nord) le cui raffigurazioni sono di immediata comprensione, ai lati della stessa nicchia compare (a sinistra) la figura di Diana cacciatrice con due cervi nell’atto di fuggire mentre a destra una ninfa con capriolo; una decorazione geometrica composta di una serie di 16 quadrati riempie l’intradosso dell’arco. Invece il catino dell’arco di fondo raffigura una fontana che raccoglie l’acqua che sgorga da un vaso oltre quattro uccellini mentre lo zoccolo della parete occidentale riproduce una scena marina di eroti (=amorini) che si dedicano alla pesca in atteggiamenti diversi: uno in barca, due si servono di una rete, un altro sta lanciando una lenza, un altro sta nuotando aggrappato al collo di un cigno, un altro accovacciato su uno scoglio. Un mosaico in pasta vitrea ricopre la parete occidentale sopra lo zoccolo così come quelli delle pareti dell’arco e della parete orientale. Resta un frammento di questo mosaico in cui si vedono due personaggi: uno vestito con una corta tunica sta inginocchiato nell’atto di bere da una sorgente che sgorga dalla roccia, mentre alle sue spalle l’altro personaggio (che indossa una tunica e sandali) sta camminando verso sinistra o assistendo alla scena. E’ proprio la combinazione di queste decorazioni che ha creato le controversie di interpretazione di cui si parlava sopra: l’integrità del mosaico avrebbe potuto fare la differenza nello sciogliere i dubbi.
Written 19 May 2017
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Анна Ч
Yaroslavl, Russia733 contributions
Aug 2016 • Couples
В Риме туристы в основном ходят по популярным местам. не заглядывая в такие уголки как этот. Его нет в большинстве туристических справочников. но стоит в него заглянуть - отлично сохранившиеся фрески 4 века, сводчатые потолки. Впечатляет.
Written 21 November 2016
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gian1063 🇮🇹🇲🇹
Rome, Italy3,505 contributions
Nov 2015
L'ipogeo si trova vicino alla via Salaria non lontano dalle mura Aureliane, fra la via Livenza e via Po, in un’area occupata anticamente da una serie di sepolcreti. Scoperto casualmente nel 1923 nel corso di lavori di scavo di una palazzina , che lo danneggiarono in parte irrimediabilmente. L'ipogeo è datato concordemente alla seconda metà del IV secolo d.C. ma a tutt'oggi nessun elemento decisivo è emerso per spiegarne la reale funzione. Fra le varie ipotesi rilevate, vista la pianta absidata dell'edificio, la presenza della vasca e l'interpretazione in chiave simbolica e biblica delle pitture,trattarsi di un antico battistero, ovvero di un semplice ninfeo (quindi di una fontana monumentale) costruito in relazione ad una sorgente d'acqua sotterranea. Naturalmente vista la particolare natura e fragilità del monumento ed all'accesso non molto agevole le viiste , da concordare con la sovraintendenza , sono ammesse a piccoli gruppi ,seppure con un orario di visite abbastanza ampio .

Si tratta di un ambiente sotterraneo, composto da un'aula principale absidata e da alcuni ambienti secondari; oggi si conserva una piccola porzione trapezoidale che da sola può darci un'idea della bellezza e della singolarità di questo luogo la cui funzione fa ancora discutere gli studiosi. Sotto la parete di fondo scandita da tre archi è collocata una profonda vasca rettangolare , in questa parete si apre una nicchia decorata da pitture raffiguranti una fontana a forma di vaso su cu si abbeverano due colombe, mentre altre due colombe sono poste tra elementi floreali; nella parete sinistra è raffigurata Diana cacciatrice tra due cervi; nella parete destra è invece raffigurata una ninfa che accarezza un capriolo; su di una parete laterale si conserva un frammento di mosaico con la raffigurazione di Pietro che fa scaturire l’acqua dalla roccia a cui si disseta il centurione Cornelio, al di sotto è un affresco con scena marina.
Written 14 April 2016
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Pier Luigi S
Rome, Italy413 contributions
Feb 2014 • Friends
Sito ad apertura speciale Un edificio sotterraneo con affreschi e mosaici del IV sec. d.C. molto ben conservati. L’edificio sotterraneo si trova vicino alla via Salaria, a pochi metri dalle mura Aureliane. Non se ne conosce ancora l’esatta funzione. Le pareti conservano decorazioni con temi pagani e cristiani, tra cui Diana cacciatrice, S. Pietro e un affresco con scena marina.
Written 22 January 2015
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cristiananarducci
roma14,517 contributions
Nov 2013 • Friends
Questo sito fu scoperto nel 1923 durante la costruzione di un edificio civile nel quartiere Parioli; vi si accede tramite una scaletta che conduce nei sotterranei, e al livello interrato si intravede un ambiente di ridotte dimensioni, il quale ospita una vasca, riccamente decorato a mosaici e ad affreschi: si rimane stupefatti al cospetto di Diana cacciatrice, della ninfa che accarezza il capriolo e del miracolo della fonte. Ignota è la destinazione d’uso, ma si suppone fosse un ninfeo risalente al IV sec. d.C. . Per preservare un ipogeo di tale valore, l’ingresso è riservato ad un numero ristretto di visitatori nel corso di visite guidate, che vengono organizzate periodicamente da associazioni culturali autorizzate dalla Sovraintendenza ai Beni Archeologici.
Written 3 December 2013
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